CULTURA | La “Montessori” sulle ultime 1.000 lire italiane è made in Pioraco

Il miracolo della testimonianza e della trasmissione della conoscenza che ha permesso agli uomini di comunicare e progredire capitalizzando esperienze e scoperte deve molto a Pioraco, piccola grande cittadina costruita letteralmente… sulla carta.
La storia di Pioraco parte da qui e vale davvero la pena di farsela raccontare percorrendo idealmente le tappe evolutive della fabbricazione della carta testimoniate nel Museo della Carta e nella Gualchiera, ricostruzione di una bottega del Trecento, ancora oggi vi mostra come veniva fabbricata la carta a mano e vi consente di sperimentarlo direttamente con le vostre mani.
Inventata dai cinesi ed importata in Europa nel XII secolo, la carta diventa di grande qualità proprio grazie alla lungimiranza degli artigiani di questo territorio. Nel 1268, infatti, è a Fabriano che nasce la prima cartiera europea. È una carta fatta dagli stracci ed è a Pioraco che vengono impiantate alcune tra le più importanti cinciare (le strutture dove gli stracci venivano selezionati e macerati) della zona.
Selezionare stracci implica occhio esperto, grande capacità tecnica e manuale: da qui alla realizzazione in tempi moderni delle filigrane per le banconote italiane per la storia di Pioraco è un susseguirsi di pietre miliari.
È una storia scritta da menti brillanti che hanno intuito e capitalizzato agli albori dell’industrializzazione il binomio sviluppo-sostenibilità oggi attualissimo.
Acqua pura a volontà, capacità artigianali al limite dell’artistico, attenzione ai dettagli che fanno la differenza, conservazione del patrimonio naturalistico come elemento essenziale per mantenere la performance: sono secoli che Pioraco impiega il suo “meglio” per fare del suo meglio ed i risultati si vedono ad ogni passo.
Si vedono nelle testimonianze lasciate da tanti artisti che hanno segnato la storia dell’arte italiana ed hanno trovato qui illuminata committenza.
Si vedono nella cura e nell’attenzione con cui viene meticolosamente conservato e valorizzata quell’ambiente che  fa scrivere nel 1494 ad Isabella d’Este Gonzaga che Pioraco è “loco tanto ameno quanto la natura havesse potuto fare”.
Si vedono nella passione e nella cura con cui la cittadina valorizza i suoi scorci più suggestivi.
Si vedono vivendo Pioraco tra le sue pietre e la sua gente. Dove sennò?

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