IDEE | WATCHMEN | Nella forma di racconto della graphic novel, i contenuti più attuali della politica italiana

A parlare nella clip è Rorschach con la sua celebre prosa spezzata, cioè il personaggio di “Watchmen”,fumetto di Alan Moore, forse il più noto autore di comics al mondo.

Le sue maschere elisabettiane di Guy Fawkes – adottate da Occupy Wall Street, Anonymous, gli Indignados e altri gruppi e movimenti di protesta internazionali – non fanno che citare un’altra sua creazione, l’anarchico “V” dell’omonima graphic novel “V for Vendetta”. E Moore finora non ha mai esitato a dare loro la sua benedizione.

Senza contare, a voler essere attenti ai dettagli, che il numero delle sue stelle, il cinque, forma a sua volta il numero romano V, in una simbologia a scatole cinesi che è molto familiare ai lettori di Moore. Ora, l’analogia fra l’immagine di sé proiettata da Grillo, e quella del rivoluzionario inglese mascherato che desta l’Inghilterra dal sonno di una dittatura mediatica, salta agli occhi.

Soprattutto oggi che i suoi rappresentanti entrano nel Parlamento italiano: “Il Parlamento è un simbolo, come lo è l’atto di distruggerlo… sono gli uomini che conferiscono potere ai simboli… da solo un simbolo è privo di significato ma con un bel numero di persone alle spalle far saltare un palazzo può cambiare il mondo”, dichiara V. Riecheggiato dalla sua allieva, Evey: “Questo paese ha bisogno di qualcosa di più di un palazzo. Ha bisogno di speranza”.

Questo articolo è di Stefano Pitrelli; la versione integrale è disponibile sull’ Huffington Post.

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